Sotto la loro guida l'Ordine sta riprendendo il posto che gli spetta, siglando trattati bilaterali di reciproco riconoscimento con altri Stati Sovrani che ne hanno riconfermato l'indipendenza e sovranità e dando vita alla Fondazione incaricata di gestire le attività umanitarie dell'Ordine stesso.
Tutto ciò senza dimenticare di rafforzare la propria struttura, estendendo la presenza in ambito mondiale, in Europa, America, Australia, con particolare riguardo ai territori Mediorientali nei quali l'Ordine ha le sue originali radici, e rivisitando i valori e gli obiettivi originali alla luce dei cambiamenti intervenuti sul piano storico, culturale e sociale.
Nel dicembre 2006, S.A.R. il Principe Don Roberto, per ragioni di salute, ha trasmesso la Gran Maestranza dell’Ordine al Principe Don Thorbjorn Paternò Castello Guttadauro di Valencia d’Ayerbe d’Aragona dei Duchi di Carcaci e dei Principi d’Emmanuel.
In quest'ottica, anche la costituzione del nuovo Governo, a sostituzione delle strutture esistenti e ormai purtroppo non più al passo con i tempi, ha fra i suoi compiti istituzionali, accanto a quelli propri di ogni Stato Sovrano, quello di richiamare " all'Ordine " i vari rami esistenti che non abbiano i legittimi presupposti, recuperando quanti hanno smarrito la retta via e vogliano rivedere la loro posizione ( o convocandoli in giudizio affinché venga impedito, a chi non ha titolo, di sfruttare per fini diversi la storia, il nome e i simboli dell'Ordine ).
L'Ordine ha inoltre rinnovato quella sua tradizione multiconfessionale inaugurata da Paolo I di Russia: infatti, oggi esso si onora di annoverare fra i suoi Cavalieri anche non cristiani, grazie ai quali pure si perpetua la millenaria storia, al servizio dei deboli e dei bisognosi, qualunque ne sia il credo religioso, del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme - Cavalieri di Malta.
La sovranità e l'indipendenza dell'Ordine è oramai un fatto acquisito sul piano del diritto internazionale. Infatti, a prescindere dai numerosissimi riconoscimenti in tal senso prima e dopo il periodo maltese ( 1530-1798 ), considerando che,
a norma dell'articolo 13 del Protocollo di Buenos Aires dei 1967, un riconoscimento implica accettazione, da parte dello Stato che lo accorda, della qualità di Stato allo Stato accordatario;
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la qualità di Stato non viene meno a seguito di modificazioni della sua consistenza territoriale;
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il riconoscimento concesso da uno Stato comporta l'opponibilità nei suoi confronti ( vedi Nguyen Quoc Dinh, "Droit Intemational Public ", Ed. L.G.D.J. - Paris 1994, pagg. 404 e 532 );
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sovranità significa rifiuto di ogni autorità diversa dalla propria, nell'ovvio rispetto delle regole della Comunità internazionale, e che l'apertura di una rappresentanza diplomatica comporta riconoscimento implicito ' de jure ' (V. O. Schwarzenberger, " A manual of internation law ", Ed. Stevens & Sons - London 1967 ),
trova conferma il fatto che all'esistenza presso numerosi Stati di rappresentanze diplomatiche del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme - Cavalieri di Malta consegua il riconoscimento della sua piena sovranità sul piano del diritto internazionale.
